SUPPORTA , DONA STAI
La Puglia è fatta di orecchiette con le cime di rapa, panzerotti, focaccia barese, tiella di riso patate e cozze, bombette, purè di fave e cicoria, friselle.
Noi abbiamo provato a fare la stessa cosa con la musica: un piatto misto.
La giovane band, Adirondack pubblica venerdì 6 febbraio 2026 il nuovo album “Cut It Out!”, disponibile su tutte le piattaforme con distribuzione Amuse.
Questo nuovo album segna un momento importante per gli Adirondack, che dopo aver pubblicato nel 2020 “Shapeless Bond”, tornano dopo cinque anni che li hanno visti esibirsi su numerosi palchi italiani aprendo artisti come Colombre e Raphael Gualazzi.
“Cut It Out!” è un viaggio sonoro attraverso le sue 14 tracce in cui la provincia non è solo uno scenario sullo sfondo della narrazione ma diviene protagonista di un ambiente alienato, privo di stimoli e sbocchi futuri.
Musicalmente le sonorità alternative rock creano un ambiente eterogeneo ed energico muovendosi tra brani più più intimi e dilatati e altri più diretti e spinti.
Chitarre distorte accompagnano momenti di sfogo e introspezione, in cui la musica riesce a trasformare la frustrazione in energia, raccontando la crescita personale e musicale dei membri della band.
Il disco si costruisce attorno ad un concept chiaro: “Cut It Out!” ci consegna uno spaccato preciso di un periodo di transizione e cambiamento, attraversato da
momenti di fragilità e urgenza espressiva.
Su questa nuova uscita gli Adirondack ci raccontano:
“Questo album rappresenta per noi un momento di svolta. È un capitolo molto
importante della nostra vita, sia personale che musicale, è il lavoro che ci ha
fatto crescere di più come band, soprattutto a livello tecnico.
È il nostro primo album completo e il processo di scrittura e registrazione non è
stato semplice. Ci ha accompagnato in un periodo intenso e complicato delle
nostre vite, fatto di cambiamenti, viaggi, inizi e chiusure. Dentro ci abbiamo
riversato molta della tristezza e frustrazione che stavamo vivendo in quel
momento.
Allo stesso tempo, è stato anche un modo per sperimentare, provare nuove
direzioni e definire meglio il nostro suono. Questo disco racconta esattamente
chi eravamo in quel periodo e segna un passaggio fondamentale nel nostro
percorso”.
BIO:
Nati in Puglia nel 2019, gli Adirondack sono una band alternative rock formato
da Marco, Niko e Alex. Il progetto nasce dall’incontro tra influenze diverse e una forte urgenza espressiva, alimentata anche dal senso di alienazione vissuto in provincia, distanti da tutto e tutti. Dopo pochi mesi di attività arrivano subito palchi importanti, come l’apertura del Festival YEAHJASI per Raphael Gualazzi e la finale nazionale di Sanremo Rock sul palco dell’Ariston. Da lì in poi la band costruisce il proprio percorso dal vivo, collezionando oltre 50 concerti in tutta Italia e passando per venue come il Monk di Roma e l’Ostello Bello di Genova, oltre all’apertura del live di Colombre a Brindisi. Nel 2020 pubblicano Shapeless Bond, un esordio che definisce chiaramente le intenzioni del progetto. Nel 2024 tornano in studio per lavorare al secondo album, anticipato dai singoli Lovely Fall, Another Day on the Road e Empty House in cui quell’alienazione iniziale si trasforma in una scrittura più consapevole e matura.
TRACKLIST:
1. Rollercoaster
2. Another Day On The Road
3. Empty House
4. Mommy Hides
5. Pandora's Bottle
6. Mirrorless Home
7. Cut It Out
8. Lovely Fall
9. Recently
10. Lake
11. Not Today
12. All Those Days Are Gone
13. Run For Freedom
14. It's Over
Contatti social
Credits:
Testi: Marco Pacifico, Nicola Ciullo
Produzione: Adirondack
Mix & Master: Alex Fazzi; Led; Adirondack
Foto: Leo Durante
Artwork: Miriana Fedele
Distribuzione: Amuse
Management: Francescocaroselli@yahoo.com
segnalazioni press Beatrice Sampaolo Press
Roma (RM) | +39 388 8337488 | beatricesampaolopress@gmail.com
Si tratta del primo singolo del progetto cantautoriale di Raffaele Trisciuzzi e Leonardo Cofano
FASANO – Cammino Piano è un progetto cantautorale e che nasce dall’incontro artistico tra Raffaele Trisciuzzi, voce e autore dei testi, e Leonardo Cofano, con cui firma le musiche dell’omonimo primo album di prossima uscita.
Il singolo “La Favola del Capitale”, primo capitolo del progetto, unisce cantautorato e rap, muovendosi tra osservazione ironica, introspezione e critica sociale, con il featuring del rapper fasanese Bob Marcialledda, che aggiunge una voce urbana e diretta al brano.
La produzione musicale è curata dallo Studio 3Fecta di Marco Schiavone, realtà indipendente attenta alla ricerca sonora e ai progetti autoriali. Il progetto grafico è firmato da Simona Zurlo, graphic designer di Cisternino, che ha tradotto visivamente l’essenza del progetto attraverso le proprie visioni, illustrazioni e animazioni.
“La Favola del Capitale” sarà disponibile dal 1° febbraio su tutte le piattaforme.
La band di culto dell’underground musicale pugliese attiva dal 2015 e attualmente composta da Domingo Bombini (Samples, Synth, Basso, Voce) e Niccolò Mastrolonardo (Samples, Synth, Batteria, Voce).
Si tratta della prima anticipazione della quarta fatica discografica del duo barese in uscita nel marzo 2026 per la label indipendente Mosho Dischi.
“Dottor Thomas” è il nuovo tassello di una band in continua evoluzione. Se in passato il duo lavorava su traiettorie più secche e muscolari sostenute quasi esclusivamente dall’asse basso–batteria, qui il paesaggio si allarga: entra un’elettronica morbida, organica, mai invasiva, e fanno capolino campioni vocali che diventano parte integrante del groove.
Al centro del brano c’è una voce “tribale” che ritorna ossessiva per tutta la durata del pezzo, incastonata in una struttura funk che guarda apertamente alla world music. Si tratta dell’akazehe, un canto di congedo utilizzato in Burundi, una forma di saluto che può essere un addio o, più ambiguamente, un arrivederci. Un canto che porta con sé l’idea di distacco, di separazione, di movimento forzato. #STAISUPPORT ARTSIT , Grazie Orazio Martino dall'ufficio stampa di Doppio Clic Promotions per la segnalzione . stai pure tu !!
“Cherosene - raccontano gli Stain - non rappresenta solo l’anello di congiunzione tra i brani in inglese di "Kindergarten" e i nuovi brani in italiano, ma racconta le sensazioni che noi quattro ci siamo ritrovati a condividere nello stesso momento della vita”.
L’artwork ritrae i quattro componenti del gruppo distesi su un prato, con i corpi attraversati da nuvole dai colori alterati e acidi, in netto contrasto tra loro. L’immagine evoca una sensazione di immobilità e impotenza di fronte a situazioni che sfuggono al controllo, insieme al dissolversi di memorie effimere nel tempo. La leggerezza delle nuvole si oppone alla pesantezza d’animo dei protagonisti, mentre le tonalità intense richiamano qualcosa che brucia, lascia una cicatrice e poi svanisce, proprio come i ricordi.
"Cherosene" è il nuovo singolo degli Stain, disponibile da venerdì 16 gennaio su tutte le piattaforme di streaming digitale per Mosho Dischi, distribuito da That Feeling x Believe.
"Cherosene" è il nuovo singolo degli Stain, il primo cantato in italiano. Un brano indie rock teso e introverso che racconta ciò che resta dopo la fine di una relazione importante: un affanno sottile che si insinua nelle abitudini quotidiane, nei gesti più semplici, nel corpo prima ancora che nelle parole. La quotidianità si incrina, come se l’aria diventasse più densa e i ricordi iniziassero ad occupare nuovi spazi, stanze, vestiti, scaffali di dischi.
Il testo procede per immagini domestiche - l’appetito che scompare, un maglione che diventa corazza, un vinile condiviso che “suona tutto uguale” - restituendo la sensazione di essere sospesi in un tempo intermedio, tra la paura che l’altro possa cambiare idea e il desiderio di andare avanti senza smettere di proteggersi. Quella degli Stain è una narrazione diretta e precisa, che porta in superficie l’ansia, il peso delle ultime frasi, il tentativo di rimettere insieme il respiro dopo giorni di silenzi e pensieri compressi.
Sul piano sonoro, il nuovo singolo si muove dentro un indie rock che guarda al suono newyorkese dei primi anni Duemila, alternando momenti più catchy a passaggi sottratti e sperimentali. Chitarre nervose e synth dal respiro anni ’80 costruiscono un ambiente controllato, in cui la sezione ritmica accompagna senza mai sovrastare la voce. È il testo a guidare la struttura del brano: la musica si ritrae, accumula, insiste, lasciando spazio alle parole e alle emozioni che scorrono in primo piano.
“Cherosene” evita il climax e rimane sospeso in quel punto esatto in cui tutto sembra essersi fermato ma qualcosa, lentamente e quasi controvoglia, ricomincia a muoversi.
Il brano "Cherosene" è stato scritto da Francesco Lagioia e Niccolò Mastrolonardo, che lo hanno composto con Dario Ladisa e Michele Tangorra.
Il brano è stato prodotto da Francesco Piro.
Il mix è stato curato da Michele Valente, il master da Nick Foglia.
Le fotografie sono di Alessio Gernone, l'artwork è stato realizzato da Chiara Santandrea.
Gli Stain vengono da Bari e si definiscono "post-teenage rock": un alt-rock crudo e diretto che racconta il momento in cui smetti di essere adolescente e inizi davvero a diventare grande. La loro musica è crescita, fratture, passaggi obbligati: non sei più quello di prima, ma non sai ancora cosa diventerai. Il loro suono è diretto ed emotivo, sempre urgente, ma negli anni ha acquisito consapevolezza e voglia di sperimentare.
Attivi dal 2016, si fanno notare subito vincendo due concorsi regionali e conquistando il premio di Miglior Band Originale e il Premio della Critica al Tour Music Fest. Nel 2018 esce "Zeus", debutto che li porta in tour per oltre trenta date in Italia e su palchi come il Medimex (aprendo per Bryan Ferry) e il SIM São Paulo.
Con "Kindergarten" (2021), registrato in un asilo degli anni ’30, gli Stain segnano una svolta: un disco in cui energia e introspezione convivono, e l’infanzia diventa simbolo di fragilità irrisolta più che di conforto. Il tour li porta fino al Sziget Festival 2022.
Nel 2023 arriva "Kindergarten Part II", espansione del mondo del primo capitolo e conferma della loro forza live, tra club e festival indipendenti come Cinzella, Distorsioni Fest e KeepOn Live Fest. Nello stesso anno vincono il contest nazionale Musica Da Bere a Brescia, ribadendo la loro presenza scenica. Nel 2025 si aprono all’internazionale, con date all’estero e partecipazione allo Ship Festival in Croazia.
Ad aprile 2026 pubblicheranno il loro nuovo album, il primo interamente in italiano, per Mosho Dischi. Il primo singolo, “Cherosene”, segna un nuovo capitolo: cambia la lingua, cambiano alcune coordinate sonore, ma resta intatta l’intensità emotiva che da sempre li definisce.
A rafforzare l’estetica del progetto, Dario Jacque e Lauryyn hanno realizzato un videoclip in 8mm, ambientato in un contesto urbano e metropolitano. Girato a Milano e diretto da Fabrizio Narcisi, il video si muove in netto contrasto con l’immaginario del brano, generando un cortocircuito visivo che restituisce un’estetica antica e poetica, specchio dell’anima del progetto.
Il nuovo singolo si muove tra suggestioni soul, un immaginario cinematografico rarefatto e una sensibilità profondamente mediterranea, dando forma a un racconto intimo e sospeso, fuori dal tempo. Cantato in dialetto salentino, "Coce Lu Core" racconta una ricerca continua e disillusa, l’attesa ostinata di qualcuno che forse non arriverà mai: "Sotto alla casa al mare, il sole, solo, arde, mi si sta cuocendo il cuore ad aspettarti".
L’incipit introduce subito il tema centrale del brano: l’attesa come condizione immobile, priva di coordinate temporali, in cui desiderio e mancanza si sovrappongono. Un tempo dilatato, quasi fermo, che si sottrae alle mode e alle logiche sonore contemporanee, trasformando il brano in una parentesi emotiva fuori dal presente.
Ambientato in un Sud afoso e mentale - "Sulla terrazza con la mano a visiera, sperando la tua ombra sia vera" - il brano evita ogni forma di folklore o di identità meridionale forzata, scegliendo piuttosto di restituire un Sud intimo, personale, lontano da visioni stereotipate. È proprio da questa esigenza di verità che nasce l’idea di lavorare su una vocalità soul e raccolta, ispirata alle grandi voci italiane del passato e reinterpretata in chiave contemporanea. Fin dal primo incontro, Dario Jacque e Lauryyn hanno cercato nella purezza del rapporto umano e creativo una verità da tradurre in musica, dando vita a un brano autentico, profondo e fortemente personale.
Il brano "Coce Lu Core" è stato composto da Dario Jacque e Gianluca Massetti
Lyrics: Lauryyn
Produzione: Dario Jacque
Ingegnere del suono: Luca Gaudenzi
Basso: Dario Giacovelli
Piano e Tastiere: Gianluca Massetti
Batteria: Federico Romeo
Chitarra: Iacopo Schiavo
Il mix è stato curato da Luca Gaudenzi, il master da Filippo Passamonti.
Visual e cover: Fabrizio Narcisi.
Dario Jacque è l’alter ego di Dario Giacovelli, bassista, compositore e producer pugliese classe 1990, originario della valle d'Itria e oggi residente a Roma.
Nel corso della sua carriera, ha fondato il trio di jazz elettronico Bravo Baboon, il progetto jazz/hip hop Saint Voyage e la band Hodo. Negli anni ha lavorato come turnista per artisti come Mostro, Serena Brancale, Whitemary, Alan Sorrenti, Chiara Civello, Joe Victor e Deddy, collaborando con numerosi musicisti italiani e internazionali tra cui Javier Girotto, Vince Mendoza, Amedeo Tommasi, Gaetano Partipilo, Fabrizio Bosso, Kurt Elling, Rosario Giuliani, Jay Clayton, Carolina Bubbico, Dario Bassolino, RBSN e Tonina.
Nel 2021 ha pubblicato il suo primo disco solista, "Wait, What?!", l'anno successivo ha prodotto "Prisma" e "Pesa tutto il mondo addosso", rispettivamente EP ed album di Bordeaux, con due brani inseriti nella serie “Never Too Late” prodotta da Rai Fiction e Propaganda Italia.
Nel corso della sua carriera, Dario ha ricevuto riconoscimenti partecipando a festival come Umbria Jazz e Fara Sabina Jazz Festival, e ha composto la colonna sonora del cortometraggio "Chromatica", vincitore del Contest Virtual Reality indetto da Sony e presentato al Festival del Cinema di Venezia.
Con un percorso ricco di esperienze e collaborazioni, Dario Jacque ha sviluppato un linguaggio sonoro personale, che unisce jazz, soul ed elettronica con un approccio mediterraneo profondamente legato alla melodia e alla ricerca espressiva.
“Hentai” è il nuovo affascinante singolo di Autune, progetto musicale ideato da Davi Vale, nato in Puglia e trasferitosi in Svizzera: località dove i colori e le sensazioni della stagione autunnale hanno ispirato la produzione della sua musica. Il nome autune nasce infatti dal gioco di parole che fonde “autumn” con la parola “tune”, sintetizzando così il concetto di “melodie autunnali”.
Si tratta della prima ed unica anticipazione dal suo terzo lavoro discografico, il primo cantato in italiano, intitolato “Sette Sonde sui Cromosomi” e in uscita il 12 marzo 2026 per la ruspante label indipendente Trulletto Records, che aveva prodotto anche l’album d’esordio “Komorebi” pubblicato nel 2022.
A parlarci della genesi di “Hentai” è lo stesso Autune:
'Hentai' è un brano che trae ispirazione da un viaggio in auto durante il quale ho visto un lago in lontananza la cui acqua in alcuni punti, per via di zone di calma dell'acqua non influenzate dal vento, non conteneva alcuna increspatura. Era un periodo all'interno del quale mi sentivo alienato e stufo di autocommiserarmi, motivo per il quale avevo cominciato a giustificare il mio malessere puntando il dito contro gli altri. Metaforicamente parlando, mi sentivo in una di quelle zone di calma dell'acqua, criticando le increspature che circondavano quella zona, con l'illusione di essere al sicuro, non essendo però consapevole del fatto che non sempre i punti più calmi sono anche i più sicuri (non a caso, dove l'acqua è stagnante si verifica la proliferazione di batteri). Il brano dunque gira attorno al concetto di vivere una propria realtà distorta (utilizzando come esempio metaforico la distorsione della realtà comune negli hentai giapponesi), senza rendersi conto di quanto ciò che è percepito come caos in verità è ciò che potrebbe aiutarti ad uscire fuori da quel vortice all'interno del quale continui ad aggrapparti al pensiero che i tuoi problemi dipendano esclusivamente dagli altri senza riflettere su quanto invece sia importante imparare a riconoscerli affinché possano essere affrontati ed accettati.
Il brano è accompagnato da un particolare videoclip realizzato ed editato da Autune con l’obiettivo di catturare diversi momenti di estemporaneità suggestionati da ciò di cui il brano parla.
Raffigura per tutta la sua durata la mia ombra riflessa su una parete mentre mi sfogo lasciandomi andare in gesti estemporanei. La scelta dell'ombra non è un caso poiché volevo sottolineare quanto le sensazioni suscitate dal proprio malessere siano gran parte delle volte nascoste dal vivo dalle proprie maschere rimanendo unicamente presenti all'interno dei propri lati oscuri. La scelta di mostrare il testo in sovraimpressione è maturata dal pensiero di permettere a chi guarda il video di riconoscere subito le parole del brano.
Prodotto, arrangiato e registrato tra il Soppressa Records Studio (Riazzino - Svizzera) e lo Slap Studio (Castellana Grotte - Italia) con il supporto di Sebastiano Lillo, il nuovo ermetico singolo di Autune è disponibile da giovedì 22 gennaio in streaming e in digital download sulle principali piattaforme musicali, oltre che su You Tube sotto forma di videoclip.
Fan di Massive Attack, Radiohead e These New Puritans, qui troverete pane per le vostre orecchie. Che il viaggio abbia inizio!
● Ascolta “Hentai” sulle piattaforme streaming: https://bfan.link/hentaiautune
● Guarda il videoclip su You Tube: https://youtu.be/zLFyP0ybi1Y
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CREDITS
Prodotto, arrangiato e registrato presso Soppressa Records (Riazzino - Svizzera) e Slap Studio (Castellana Grotte - Italia) da autune con il supporto di Sebastiano Lillo.
Mix di autune e Paolo Palmieri.
Mastering di Francesco Guadalupi.
Batteria e percussioni di Fabrizio Semerano.
Tromba di Niccolò Monté Rizzi.
Videoclip diretto ed editato da Autune
TESTO CANZONE
Chiuso
In un porto sicuro
Intento
A distorcere realtà
L’acqua
Circondata dalle pieghe
Increspate
Pronte a trascinarm’in caos
Ma
Sono io, sai
A vivere in un mondo distorto
Come un Hentai
Stolto te
Che volgi il dito
Intento
A cessare
Quel vagito
Col pretesto di trovar pace
Deludente
Sei unicamente capace a celarti
In trincea
Vanti dell’atto di uno sforzo futile
Profuma come una rigida ostentazione
Sa solo di voglia di attenzione
Nell’occhio del ciclone
Mi hanno spinto nel vortice
Ma stavolta no
Devo definire un…
Vertice
BIOGRAFIA ARTISTA
autune è il progetto musicale ideato da Davi Vale, nato in Puglia e trasferitosi in Svizzera: località dove i colori e le sensazioni della stagione autunnale hanno ispirato la produzione della sua musica. Il nome autune nasce dal gioco di parole che fonde “autumn” con la parola “tune”, sintetizzando così il concetto di “melodie autunnali”.
Nel 2019 produce e pubblica i singoli The Orange Peak, Detachment e A Dry Paper Leaf; con quest’ultimo istituisce una campagna di sensibilizzazione contro l’aumento del fenomeno dei suicidi giovanili in collaborazione con la Onlus Stay Aleeve.
Nel 2022 pubblica - tramite la label indipendente Trulletto Records - il suo album d’esordio Komorebi, anticipato dai singoli Apple, Pedro from the Pillow (feat. Angelo Rosato Fanelli) e dalla versione live di Like a Plant in a Greenhouse (Chlorophyll); devolvendo il ricavato derivato delle vendite dei dischi in formato vinile dell’album all’associazione Gruppo verde Speranza.
Nel 2023 produce e pubblica Reworked Auttakes: un viaggio che oscilla tra svariate outtakes tratte da Komorebi, prodotte e rivisitate con la collaborazione di musicisti quali Flavio Calaon (Shindo, Sofsky), Yaree, Fëel, Sebastiano Lillo (fondatore dell’etichetta pugliese Trulletto Records) e Niccolò Monté Rizzi (Low Five). Devolverà il ricavato derivato delle vendite su Bandcamp a Medici Senza Frontiere per fornire aiuti medici e umanitari a Gaza. All’inizio del 2024, produce e pubblica il singolo MacGyver in memoria del nonno scomparso.
Dal 2023 è al lavoro con la produzione del suo terzo album Sette Sonde sui Cromosomi, il primo in italiano (che vedrà la luce a Marzo del 2026), lanciandosi nel frattempo nel mondo dell'animazione 2D, ambito che gli permetterà di riscoprire la propria sensibilità artistica in un periodo all'interno del quale con la musica sembrava tutto perso e affievolito.
Si tratta della prima anticipazione dall’atteso album d’esordio della band di Bisceglie in arrivo autoprodotto tra inverno e primavera 2026, seguito ideale dell’EP “Anakyklosis” pubblicato nel 2025. A parlarcene sono gli stessi The Oneiric Tide:
“Fight Back (The Pike)” è un brano nato dal viscerale bisogno di urlare a squarcia gola il disgusto verso la profonda disparità sociale che accettiamo ogni giorno passivamente. È un invito al non lasciarsi travolgere dalla propaganda, a rigettare quel modello che ci vuole impotenti (e soprattutto indifferenti) alle assurdità di una realtà sempre più a misura dei pochi, che spinge gli ultimi ad invidiare il trono degli aguzzini invece che far fronte comune per scardinare quello stesso simbolo di potere che il trono rappresenta.
È un brano che doveva far parte del nostro primo EP, anche se in una forma molto diversa da quella attuale. Suonandolo per l'ennesima volta a un certo punto ci siamo resi conto
che non comunicava ciò che intendevamo esprimere. Per questo, anche se il brano era già stato registrato, abbiamo deciso di revisionarlo, di pensarlo meno e lasciarlo invece scorrere in una direzione più istintiva, più veritiera, e per questo più efficace. Questo ha fatto sì che il pezzo prendesse una forma a sé, molto diversa dalle nostre sonorità solite. Pensiamo sia proprio questo il punto di forza del brano. È come se fosse venuto alla luce di prepotenza, fregandosene del nostro stile e dei nostri canoni pur di farsi dare una voce autentica. È probabilmente la canzone più sincera che mai scriveremo.
Ad accompagnare l’uscita del singolo, un videoclip frenetico e dal notevole impatto visivo editato da Davide Minervini, chitarra e voce della band.
Volevamo che il videoclip fosse una sequenza frenetica, un misto di immagini reali e surreali, dove lo spettatore è continuamente costretto a chiedersi se la natura di ciò che sta guardando è autentica o artificiale. Per ottenere questo risultato ci siamo cimentati noi stessi nel video editing per la prima volta. Ci piaceva l’idea di provare un approccio istintivo (come quello che ci ha permesso di dare origine al pezzo) e speriamo che questo abbia dato più particolarità al risultato finale.
Registrato, mixato e masterizzato da Marco Fischetti presso il Death Star Studio di Cassano delle Murge (BA), accompagnato dallo splendido artwork Giulio L’Erario, “Fight Back (The Pike)” è disponibile a partire dal 16 gennaio in streaming e in digital download sulle principali piattaforme musicali oltre che su You Tube sotto forma di videoclip.
Lasciatevi travolgere dal sound granitico e dal forte respiro internazionale del quartetto heavy rock pugliese. Buon ascolto e buona visione.
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“Shit Show” è il nuovo ipnotico singolo dei Magpies, una delle band di culto della scena rock alternativa pugliese, e non solo.
Fondati in Irlanda da Sette (Pierpaolo Vitale) e attivi dal lontano 2012, la formazione viene completata da Sergio Moleas (chitarra, cori), Claudio Vitale (batteria) ed Ottavia Farchi (basso/cori), diventando un quartetto con una bella attività live, collaborazioni e partecipazioni importanti.
La dimensione dei Magpies disegna intorno alle composizioni un viaggio in un rock alternativo visionario e magnetico, con influenze punk, alternato da valzer, ballate e ninnananne dark.
“Shit Show” è stata registrata allo Spring Reverb Studio con Christopher Barry in cabina di regia e il supporto del co-produttore Alessandro Menni.
Il nuovo singolo della band alternative psych rock è disponibile da venerdì 19 dicembre in streaming e in digital download sulle principali piattaforme musicali, pubblicato dalla ruspante label indipendente Ciqala Records, che ha lanciato in questi ultimi anni progetti molto interessanti come couchgagzzz, Behind Bars Collective, Talk Is Cheap e Hambone.
Lasciatevi incuriosire dal nuovo irresistibile singolo di una delle formazioni più interessanti del sottobosco musicale italiano. Allacciate le cinture, e buon ascolto
CREDITS
Music by the Magpies
Lyrics by Sette
PERFORMERS
Sette – Vocals , Electric Guitar
Sergio Moleas – Electric Guitar, Background Vocals
Ottavia Farchi - Bass Guitar, Background Vocals
Claudio Vitale - Drums
Christopher Barry – Synth
Recorded & Mixed by Christopher Barry ( "Ailfionn Recording Studio") at
"Spring Reverb Studio"
Assistant Engineer & Co-Producer : ALESSANDRO MEMMI (Spring Reverb Studio)
Mastered by Antony Ryan - “RedRedPaw Mastering”
Produced & Distributed by Ciqala Records , Christopher Barry and the Magpies
Artwork by Sette
Disponibile su tutte le piattaforme digitali, ‘Lie‘ è il nuovo singolo dei Dirty Heavens. ‘Lie’ è un brano incalzante, viscerale, che morde fin dal primo riff. Una presa di coscienza brutale: le bugie che ci raccontiamo diventano mura, stringono, soffocano. Quando crollano, fa male. Fa rumore. Ma in quel crollo c’è l’inizio della libertà.
I Dirty Heavens trasformano questa frattura in energia pura: un rock diretto, emotivo, che scava e libera. Un grido che rompe la gabbia — e apre finalmente il fiato.
‘Lie’ è il primo singolo estratto dall’album d’esordio della band, in arrivo nel 2026.
BIOGRAFIA
I Dirty Heavens sono una rock band formata a Bari. Capitanati da Dirty Hell (Lucrezia Lamacchia) alla voce e chitarra ritmica, Chris Salerno alla chitarra solista, e la sezione ritmica di Alessio Virno (basso) e Angelo Porcelli (batteria), la band scolpisce un sound ruvido, viscerale e carico di emozione. La loro musica nasce dalle ceneri del grunge e dell’hard rock anni ’80, guardando alla forza melodica del pop-rock dei primi 2000.
Un album per raccontare la generazione dei trentenni che continua a inseguire la musica come un sogno troppo vivo per essere abbandonato. Un racconto intimo e collettivo dove convivono paure, errori, notti insonni e quella determinazione testarda che resiste anche quando tutto sembra crollare.
"Tutto da capire" è un viaggio interiore che si trasforma in ritratto generazionale, con affetti che si sgretolano, speranze che restano aggrappate al futuro e una domanda che ritorna come un mantra: ne vale davvero la pena?
Sul piano sonoro, Misga attraversa l’alternative pop contaminandolo con sfumature elettroniche: synth e arpeggiatori dialogano con chitarre e scrittura cantautorale, costruendo un equilibrio delicato tra radici e modernità. Atmosfere sospese e malinconiche si alternano a tensioni più fisiche e dirette, dove la cassa dritta incontra la nostalgia.
Ogni brano rappresenta una tappa di crescita: il vento del cambiamento, il confronto con la madre, il ritorno a casa, il desiderio di riscatto, fino ad arrivare all’accettazione che nasce quando smetti di pretendere risposte e inizi semplicemente ad ascoltare.
Come quando una festa finisce, la musica si abbassa e restano solo luci soffuse ed echi di risate, “Tutto da capire” è quello spazio sospeso in cui ti ritrovi da solo a guardare i resti di qualcosa di bello appena passato. È lì che riaffiora l’io bambino, quello convinto che bastasse un po’ di musica per rimettere tutto al proprio posto.
Perché crescere è davvero tutto da capire.
E la musica, ancora una volta, prova a dirlo nel modo più sincero possibile.
L'album "Tutto da capire" è stato interamente scritto da Michele Sgaramella, Francesco Stefanelli e Cristiana D’Auria, prodotto e arrangiato da Francesco Stefanelli con Gaetano Camporeale.
Sono stati coinvolti: Danilo Cataletto (chitarre), Filippo Tosto (basso) e Giuseppe Sorressa (batteria).
L'album è stato registrato da Diego Passaro (AltreMenti Sound), mixato da Carlo Madaghiele.
Le fotografie sono di Salvatore D’Aco. L'artwork è stato realizzato da Leo Torelli e Claudio Campagna.
La realizzazione dell'album "Tutto da capire" è stata realizzata grazie al contributo di Nuovo IMAIE Misga nasce come progetto cantautoriale e prende forma dal vivo nel 2014, aprendo i concerti di Après La Classe, Caparezza e Omar Pedrini, e poi esibendosi nei club di Berlino, Parigi e Bruxelles con Tommaso Paradiso.
Nel 2018 partecipa al tour teatrale "Tutto fa Broadway" di Pio e Amedeo e in finale del Premio De André. Nel 2020 è tra gli ospiti di "Sound Bocs", residenza artistica a tema civile organizzata da Musica Contro le Mafie. Lo stesso anno si esibisce a Reset Festival. A seguire Misga diventa voce e chitarra dello spettacolo teatrale "Non mi trovo" di Pinuccio (Striscia la Notizia), per il quale ha scritto e cantato la sigla ufficiale.
Dopo sei anni di silenzio, nel 2025 Misga torna con il nuovo disco "Tutto da capire" (Mosho Dischi), reso possibile anche grazie al contributo di NUOVO IMAIE.