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I COMRAD tornano con “Cose purissime”, nuovo singolo in uscita il 26 giugno per Kallax Records e primo brano dopo il disco “Nati stelle”, pubblicato il 29 novembre 2024.
La band nasce da un’esigenza precisa: accorciare le distanze in un tempo in cui il distacco sembra essere diventato la cura ufficiale dei nostri giorni.
Dentro il loro suono c’è punk rock puro, diretto, ruvido. Chitarre, urgenza, parole che non cercano di essere eleganti per forza, ma necessarie. Una musica che arriva dal bisogno di restare vicini, anche quando tutto sembra spingere nella direzione opposta.
Il primo EP, “Restiamo vicini”, racchiudeva già questa idea: cinque pezzi nati come grida dentro un silenzio senza colori. Poi sono arrivati i live, l’estate del 2022, la sala prove, i nuovi brani e “Placenta”, secondo EP della band uscito nel maggio 2023.
Da lì il percorso dei COMRAD si è allargato sempre di più, fino ad arrivare fuori dall’Italia: il Manchester Punk Fest nel 2024, l’Eurosonic Festival 2025 a Groningen e lo Sziget Festival 2025 a Budapest. Un cammino che racconta bene la forza live della band e la sua capacità di portare il punk rock pugliese dentro circuiti internazionali.
Dopo “Puttanate” feat. WISM e “Lunedì di settembre” feat. Elephant Brain, singoli che hanno anticipato “Nati stelle”, i COMRAD riaprono adesso una nuova fase con “Cose purissime”.
Il titolo sembra quasi un paradosso: dentro un mondo confuso, consumato e spesso artificiale, restano ancora cose pure, cose da difendere, cose che forse non sanno essere perfette ma sanno essere vere.
I COMRAD sono Giò Sada, Pierpaolo Caldarola, Marco Fischetti, Giovanni Lisena e Francesco Loconte.
Il punto forte è proprio questo: i COMRAD non addolciscono la distanza, la prendono di petto. La trasformano in chitarre, sudore, voce, comunità.
Punk rock ruvido.
Vicinanza necessaria.
Cose purissime da urlare insieme.
Ingredienti:
#comrad #cosepurissime #kallaxrecords #natistelle #mistopugliese #staiviconsiglia #staisupport #punkrock #punkitaliano #rockalternativo #musicapugliese #artistipugliesi #bandpugliese #musicaindipendente #undergrounditaliano #nuoveuscite
Mise en place: le scoperte di vituz stai
Questa volta passiamo da una band che ci arriva anche attraverso un legame personale, quello con un nostro caro amico: Pierpaolo Vitale, songwriter, compositore e autore, qui dentro il progetto Magpies.
“House of Gold” è il nuovo singolo dei Magpies, pubblicato da Ciqala Records e prodotto/distribuito in collaborazione con Ailfionn Recording Studio e Spring Reverb Studio.
Il brano anticipa il prossimo album della band, “Myths”, e già dal titolo apre una porta precisa: oro, mito, morte, passaggio, aldilà.
La canzone racconta il trapasso di un faraone, la sua morte e il suo risveglio nell’aldilà. Non un semplice racconto storico, ma una visione sonora che sembra muoversi tra ritualità, immaginario antico e tensione rock contemporanea.
“House of Gold” ha dentro una dimensione cinematica: sembra costruire una stanza sacra, piena di ombre, simboli e bagliori dorati. Il viaggio del faraone diventa così una metafora di passaggio, trasformazione e rinascita.
La band lavora su un suono stratificato, dove voce, chitarre, basso, batteria e sintetizzatori partecipano alla costruzione di un’atmosfera sospesa tra rock alternativo, psichedelia e narrazione mitologica.
Il brano è stato registrato da Christopher Barry allo Spring Reverb Studio in Italia, mixato dallo stesso Barry presso Ailfionn Recording Studio in Irlanda e masterizzato da Ivan Jackman agli Hellfire Studios in Irlanda. Un percorso produttivo che allarga il respiro del progetto e accompagna bene l’immaginario internazionale della band.
I Magpies sono:
Sette — voce e chitarra solista
Sergio Moleas — chitarra elettrica e cori
Ottavia Farchi — basso e cori
Claudio Vitale — batteria
Christopher Barry — sintetizzatore
Il punto forte di “House of Gold” è proprio la sua capacità di non restare solo canzone, ma diventare racconto, scena, visione. Un brano che anticipa “Myths” lasciando intravedere un disco costruito attorno a simboli, figure e passaggi quasi rituali.
Un faraone muore.
Un’anima si risveglia.
Una casa d’oro si apre nel suono.
Ingredienti:
#magpies #houseofgold #myths #ciqalarecords #springreverbstudio #ailfionnrecordingstudio #mistopugliese #staiviconsiglia #staisupport #rockalternativo #psychedelicrock #musicaindipendente #banditaliana #nuoveuscite #artistipugliesi #musicapugliese
Mise en place: le scoperte di vituz stai
come nel basket arriva “Nella forma più pura”, primo disco ufficiale di Kkrisna, distribuito da ADA / Warner Music Italy.
Dopo una serie di singoli e collaborazioni importanti, Kkrisna sceglie di fare un passo più profondo: non restare in superficie, non limitarsi alla barra d’impatto, ma scavare dentro se stesso e portare fuori un disco compatto, personale, diretto.
“Nella forma più pura” è composto da otto brani legati da una scrittura evocativa, piena di immagini, visioni e frammenti interiori. Il rapper barese decide di mostrarsi senza troppe maschere, usando la penna con consapevolezza e costruendo un percorso che alterna flow serrato, ritornelli melodici e sfumature più soul.
Il sound resta fresco e contemporaneo, ma non freddo. C’è ricerca, c’è attenzione alla produzione, c’è il tentativo di trovare una forma sincera dentro un linguaggio urban che spesso corre veloce e rischia di consumare tutto in fretta.
Tutte le tracce vedono Strage alla produzione, tranne una firmata da Big Joe. Dentro il disco trovano spazio anche Toni Zeno ed Eagle, presenze che arricchiscono il progetto senza spostare il centro: qui il cuore resta Kkrisna, il suo racconto, la sua voce, il suo modo di stare dentro le parole.
Il titolo dice molto: “Nella forma più pura” non suona come una posa, ma come un’intenzione. Togliere qualcosa, arrivare al nucleo, lasciare che la scrittura faccia il suo lavoro.
Il punto forte del disco è proprio questo: Kkrisna non cerca soltanto il brano efficace, ma prova a costruire un’identità. Otto tracce da ascoltare tutte d’un fiato, dentro un equilibrio tra rap, melodia, soul e introspezione.
Un album barese che non resta fermo sulla superficie.
Ingredienti:
#kkrisna #nellaformapiupura #bari #rapbarese #rapitaliano #mistopugliese #staiinrap #staiviconsiglia #staisupport #musicapugliese #artistipugliesi #hiphopitaliano #urbanitaliano #adawarmer #warnermusicitaly #nuoveuscite #musicaindipendente
Mise en place: le scoperte di vituz stai
Dalle frequenze appulo-lucane arriva **Snowwantsomore4s** con “For Sure”, nuovo brano prodotto da **Nian**, registrato, mixato e masterizzato da **Sad Lovell**, con artwork firmato **Bounty Inc**.
Un ingresso che porta dentro il nostro radar un rap diretto, di zona, fatto di attitudine, riconoscibilità e presenza. “For Sure” si muove dentro un immaginario urban immediato, dove il suono resta asciutto e la voce tiene il centro della scena.
La produzione di Nian accompagna il brano con un taglio contemporaneo, lasciando spazio alla delivery e a quella sensazione da pezzo che non vuole spiegarsi troppo: arriva, gira, resta in loop.
Snowwantsomore4s porta sulle frequenze di STAI una nuova traiettoria rap dal Sud, tra Puglia, Lucania e connessioni di scena che continuano a muoversi fuori dai circuiti più prevedibili.
Il punto forte è proprio questo: “For Sure” non cerca giri larghi. Va dritto, entra nel flusso e si prende il suo spazio.
U frà, u frà.
Rap appulo-lucano in loop sulle frequenze di STAI.
Ingredienti:
#snowwantsomore4s #forsure #nian #sadlovell #bountyinc #staiinrap #mistopugliese #staiviconsiglia #staisupport #rapitaliano #urbanitaliano #rapsud #appulolucane #musicapugliese #nuoveuscite #musicaindipendente
Mise en place: le scoperte di vituz stai
Un'altra Barese a Milano, Comagatte torna con
“Milano PT Problem”, nuovo singolo disponibile da venerdì 26 giugno, accompagnato anche dal videoclip ufficiale.
Dopo il successo di “Comme l’Italien”, brano che ha raccolto milioni di visualizzazioni e interazioni sui social, l’artista barese continua a costruire il suo immaginario con uno stile diretto, immediato e senza troppi filtri.
“Milano PT Problem” fotografa una Milano diversa da quella delle cartoline, delle campagne pubblicitarie e della narrazione patinata da grande città delle opportunità. Qui la città non è solo vetrina, moda, aperitivi e grattacieli. È anche distanza, pressione, sopravvivenza, corsa quotidiana e contraddizione.
Comagatte racconta quel lato meno comodo con il suo linguaggio: asciutto, frontale, ironico quando serve, ma sempre con un fondo reale. Il brano sembra muoversi tra osservazione urbana e racconto personale, mettendo insieme il punto di vista di chi arriva da fuori e si ritrova dentro una metropoli che promette tanto, ma spesso presenta il conto.
Dentro questa uscita c’è anche un pezzo di Puglia che continua a viaggiare, a spostarsi, a contaminarsi. Una barese a Milano che non perde il proprio sguardo, anzi lo usa per leggere meglio quello che ha intorno.
Il punto forte è proprio questo: “Milano PT Problem” non prova a vendere una città da copertina, ma ne racconta le crepe, i problemi, le facce meno instagrammabili.
Una nuova uscita urbana, diretta e contemporanea.
Milano non è solo una promessa.
A volte è anche un problema.
Ingredienti:
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Mise en place: le scoperte di vituz stai
“Zenit” nasce dal dialogo tra l’universo elettronico di Dervishi T. e l’anima introspettiva di Dimblue.
Un brano che parte da un’immagine potentissima: lo zenit solare, il punto più alto della luce, il momento in cui tutto dovrebbe sembrare pieno, vitale, abbagliante. E invece proprio lì, nel massimo dell’esposizione, si apre una crepa.
La luce smette di essere solo festa.
Diventa vuoto.
Diventa superficie.
Diventa pressione contemporanea.
“Zenit” rifiuta l’idea del divertimento forzato, dell’euforia obbligatoria, della giostra del consenso su cui sembra necessario salire per esistere. Al contrario, cerca nell’ombra, nell’interiorità e nello spazio domestico una forma di resistenza più silenziosa, ma non meno potente.
C’è qualcosa di archeologico nel modo in cui il brano guarda al pop: come se scavasse sotto la patina luminosa della contemporaneità per cercare un suono più autentico, più vulnerabile, più sincero.
L’incontro tra elettronica e introspezione costruisce una dimensione sospesa, dove la casa non è chiusura, ma rifugio. Un luogo mentale in cui scendere dal rumore, togliersi dall’obbligo di apparire e provare finalmente ad ascoltare quello che resta.
Il punto forte di “Zenit” è proprio questo: non cerca l’abbaglio facile. Preferisce l’ombra consapevole, quella in cui la musica diventa spazio di lucidità.
Una piccola resistenza elettronica contro il vuoto travestito da luce.
Ingredienti:
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Mise en place: le scoperte di vituz stai
Attivi dal 2020, i Tropical Tennis portano avanti un’attitudine orgogliosamente DIY e una scrittura che affonda le radici nel punk rock melodico, nello skate punk e in quel sogno californiano anni ’90 fatto di brani fulminanti, riff diretti e ritornelli da urlare senza pensarci troppo.
Dentro il loro suono si sente l’eco di mondi come Blink-182 e NOFX, ma anche una certa irriverenza tutta italiana che può far pensare a Pornoriviste, Skiantos e Derozer. Il punto, però, non è la nostalgia: è il modo in cui la band riesce a riportare quella grammatica dentro un presente più nervoso, più fragile, ma ancora pieno di voglia di spaccare.
“Malerba” segna anche una svolta importante nel percorso dei Tropical Tennis: per la prima volta la band sceglie di cantare interamente in italiano. Nove tracce in cui lo skate punk più serrato si alterna a momenti più aperti, cercando un equilibrio tra energia, ironia, melodia e urgenza.
Tra i momenti chiave del disco c’è anche il featuring con i Mannaia, storica punk band aretina attiva a metà degli anni ’90, con cui i Tropical Tennis reinterpretano “Torre Annunziata”, uno dei brani più rappresentativi del gruppo.
Il disco arriva dopo “Bad Choice” del 2021 e l’omonimo “Tropical Tennis” del 2023, lavori che hanno permesso alla band di costruire una rete solida nel circuito underground e indipendente, anche grazie a una forte energia live e a un percorso fatto di palchi, condivisioni e supporto reale alla scena.
Con “Malerba”, i Tropical Tennis rivendicano il valore rivoluzionario della spensieratezza.
Non una spensieratezza vuota, ma una forma di resistenza: quella che ti fa alzare il volume quando il mondo pesa troppo, quella che trasforma la vulnerabilità in coro, la stanchezza in riff, la malinconia in una corsa punk rock senza troppi freni.
Il punto forte è proprio questo: “Malerba” non prova a sembrare più grande di quello che è. Suona diretto, vivo, sporco il giusto, con quell’urgenza da band che ha ancora bisogno di sudare addosso alle canzoni.
Un disco punk rock pugliese che non chiede permesso.
Ingredienti:
#tropicaltennis #malerba #trani #puglia #mistopugliese #staiviconsiglia #staisupport #punkrock #skatepunk #punkitaliano #musicapugliese #artistipugliesi #bandpugliese #musicaindipendente #undergrounditaliano #nuoveuscite
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in prima linea
Dal quartiere Madonnella, Bari, torna sulle nostre frequenze Marco Redshot con “70121 Freestyle”, prodotto da Nian.
Già dal titolo il brano mette in chiaro una cosa: qui non si parla da un luogo qualsiasi. **70121** è codice, zona, appartenenza. È un modo per segnare la mappa prima ancora della barra, per dire da dove arriva la voce e quale strada porta dentro il pezzo.
“70121 Freestyle” suona diretto,. Un freestyle che si muove
Madonnella chiama.
Marco Redshot risponde.
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Dal Salento arriva una delle chicche più fresche di questa settimana: “COLA”, il nuovo EP di Karlino Princip , disponibile ovunque da oggi , venerdì 19.
Un progetto che sa di leggerezza, attitudine e compagnia: cinque tracce che si muovono tra hip hop, rap e quella dimensione easy, ironica e conviviale che potremmo quasi chiamare “sweeg cheers”, il brindisi fatto barra, amici, birra e suono.
Dentro “COLA” ci sono featuring che allargano bene il raggio del progetto: Gentle Terminator e ZebohxZeboh in “Birra Castello 2”, Charlie Bronson22 in “Ce l’ho”, Pepe Nocciola ed Emanuele Bono in “Dimmi perché”, Eric Draven e Clas K in “Lime”, fino a “Mescalina”, che chiude il disco con un altro tassello dentro questa piccola costellazione.
Il suono porta la firma di **Fat Sound Studio**, che cura produzioni, registrazione, mixing e mastering, dando all’EP una forma compatta, coerente e ben suonata.
“COLA” sembra nascere proprio da un’idea semplice ma efficace: stare dentro una scena senza irrigidirla, lasciare spazio alle collaborazioni, al tono diretto, all’identità di gruppo e a quel modo di fare rap che non ha bisogno di appesantirsi per arrivare.
Il punto forte è l’energia collettiva: un EP che gira bene perché sa essere leggero senza essere vuoto, e perché tiene dentro il gusto della condivisione, del brindisi e della scrittura che si muove bene in mezzo agli altri.
Una piccola lattina salentina da stappare a volume alto.
Ingredienti:
#mistopugliese #staisupport #wallabee #cola #salento #puglia #hiphopitaliano #rapitaliano #fatstudio #pepenocciola #charliebronson22 #gentleterminator #zebohxzeboh #clasK #ericdraven #nuoveuscite #musicaindipendente
Mise en place: le scoperte di vituz stai
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Nuova settimana, nuova entrata.
su STAI ALTERNATIVE E #VNERDIQUANTOMIPAICI
Oggi ci spostiamo in una zona completamente alternativa, più oscura, più pesante, più rituale ma che adoriamo .
I Titane, band heavy psych / stoner doom italiana legata anche al giro di un nostro amico, Fish McRave, from Bari , pubblicano “The Last Ritual”, album disponibile in su Bandcamp e Spotify.
Già dal titolo si capisce che non siamo davanti a un ascolto leggero. “The Last Ritual” suona come una cerimonia consumata a luci basse, tra riff lenti, psichedelia pesante, doom, ombre e una tensione che sembra avanzare senza chiedere permesso.
Ogni traccia è un’offerta bruciata, un frammento di ciò che resta quando la luce si spegne. Il disco non cerca la canzone immediata, ma costruisce un’esperienza: qualcosa da attraversare con il volume alto, la testa ferma e il corpo lasciato dentro il suono.
Dentro ci sono heavy psych, stoner, doom e quella sensazione da rito finale, dove ogni colpo sembra un richiamo e ogni riff diventa una stanza più buia della precedente.
Non sappiamo se ci sarà un altro battito, un altro sacrificio, un altro richiamo.
Questo potrebbe essere l’ultimo respiro dei Titane.
Il punto forte è proprio questo: “The Last Ritual” non prova ad addolcire niente. Ti prende, ti porta dentro il fumo, lascia che il rito faccia il suo corso e poi decide lui quando lasciarti uscire.
Pesante, psichedelico, sacrificale.
Ingredienti:
#staialternative #staiviconsiglia #staisupport #titane #thelastritual #heavypsych #stonerdoom #doom #stonerrock #psychedelicrock #bandcamp #musicaindipendente #alternative #nuoveuscite
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Tyso porta dentro il pezzo quella che potremmo chiamare vecchia nuova scuola: attitudine rap diretta, barre di denuncia, scrittura frontale e un modo di stare sul beat che non cerca scorciatoie.
“Family Friendly” gioca già dal titolo su un contrasto interessante. Sembra qualcosa di pulito, rassicurante, adatto a tutti. Ma dentro ci passa un’altra energia: più ruvida, più critica, più legata alla voglia di dire le cose senza addolcirle troppo.
Il brano si muove tra osservazione sociale, identità di strada e quella tensione tipica del rap quando torna a fare quello che sa fare meglio: raccontare, denunciare, mettere a fuoco.
Molfetta entra così nel nostro giro di ascolti pugliesi con una traccia che non vuole solo passare, ma restare in loop.
Il punto forte è la scrittura: Tyso non cerca l’effetto patinato, ma una forma più concreta, più asciutta, più vicina alla parola che pesa.
Rap di denuncia, ma con presenza.
Vecchia nuova scuola.
Ingredienti:
#mistopugliese #staisupport #tyso #familyfriendly #molfetta #puglia #rapitaliano #hiphopitaliano #staiinrap #barre #rapdidenuncia #nuoveuscite #venerdiquantomipiaci #musicaindipendente
Mise en place: le scoperte di vituz stai
Nuova settimana, nuova entrata.
in loop nelle nostre playlist !!
Da Rutigliano, praticamente a un chilometro da noi, tornano i Lit Up Fuse con “Tantrum”, primo singolo che anticipa il loro secondo album.
Di questo gruppo vi abbiamo già parlato più volte, e non per caso: i Lit Up Fuse sono una di quelle realtà vicine, concrete, che continuano a costruire il proprio percorso con identità, suono e presenza.
“Tantrum” apre una nuova fase della band.
Già dal titolo porta dentro un’idea di tensione, scatto, rabbia trattenuta e poi lasciata esplodere.
Un brano che sembra voler segnare un passaggio: non solo una nuova uscita, ma l’inizio di un capitolo più grande.
Il bello, per noi, è anche questo: accorgersi che certe cose succedono vicinissimo. Non sempre bisogna guardare lontano per trovare progetti da seguire, band da ascoltare, scene da raccontare.
A volte basta spostarsi di un paese.
Rutigliano, Noicattaro, provincia di Bari: luoghi piccoli solo sulla mappa, ma pieni di suoni, sale prove, idee, urgenze e persone che continuano a fare musica.
Il punto forte è proprio questa continuità: i Lit Up Fuse non arrivano dal nulla, ma da un percorso che continua a prendere forma, singolo dopo singolo, concerto dopo concerto.
“Tantrum” è il primo segnale del nuovo disco.
Ingredienti:
#mistopugliese #staisupport #litupfuse #tantrum #rutigliano #noicattaro #bari #provinciadibari #puglia #rock #alternativerock #nuoveuscite #musicaindipendente #venerdiquantomipiaci
Mise en place: le scoperte di vituz stai
Le nuove uscite dalla Puglia tornano dentro Misto Pugliese con il nuovo album dei Blue Town, band pugliese sospesa tra alternative rock, nu gaze e pop psichedelico.
Come potremmo dimenticarci di loro, dopo averli visti dal vivo anni fa in quel circolo Arci di Acquaviva? Da qualche parte dovremmo avere ancora qualche video perso tra telefoni, cartelle e vecchi ricordi musicali.
Oggi però non siamo qui per parlare del passato, ma del presente.
“Welcome to Blue Town” è il nuovo album del quartetto pugliese ubicato tra Trani e Andria, disponibile dal 12 giugno 2026 in digitale e CD, con distribuzione Spazio Dischi e supporto promozionale di Doppio Clic Promotions.
Otto tracce, 33 minuti e 33 secondi, per un concept album che affonda le radici nelle origini stesse della band: il mare di Trani, i suoi colori, la vita di provincia e quello strano senso di malinconia che spesso accompagna chi cresce guardando l’orizzonte, ma sentendo addosso il peso dei luoghi.
Il disco segna una nuova maturità artistica per i Blue Town. Chitarre ambient, arpeggi modulati, distorsioni stratificate e contrappunti vocali costruiscono un suono obliquo, trasversale, soffice e catartico allo stesso tempo.
Il cantato si muove tra italiano e inglese, scelta coraggiosa ma coerente con il mosaico emotivo del disco. Due lingue, due prospettive, due modi diversi per raccontare il protagonista e lo spazio che lo circonda.
Se in “22:22” il tema centrale era il tempo, qui a prendere campo è la dimensione spaziale: luoghi, architetture distorte, ambienti glitchati, città interiori e rappresentazioni emotive del mondo esterno.
Dentro “Welcome to Blue Town” si sentono riferimenti all’alt-rock anni ’90, allo shoegaze, alla psichedelia e alla new wave: Slowdive, Verve, Radiohead, Ride, Pink Floyd. Ma il punto non è copiare un immaginario: è attraversarlo per costruire una città sonora propria.
Anticipato dai singoli “L’esprit de l’escalier” e “You Have to Run Away”, il disco conferma una band con le idee chiare, un’estetica curata e un suono che avvolge senza diventare prevedibile.
Il punto forte è proprio questo: i Blue Town non cercano solo la canzone, cercano un luogo.
E dentro quel luogo ci fanno entrare.
Ingredienti:
#mistopugliese #staisupport #bluetown #welcometobluetown #trani #andria #puglia #alternativerock #nugaze #shoegaze #poppsichedelico #newwave #spaziodischi #doppioclicpromotions #nuoveuscite #musicaindipendente
Mise en place: Doppio Clic Promotions, le scoperte di vituz stai
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Dalle chiacchiere al LAB con Vituz nasce la prima novità di giugno dentro Misto Pugliese: una scoperta arrivata grazie al passaparola.
Gli Exuma, band indipendente dalla provincia di Bari, entrano nel nostro radar grazie a una segnalazione del nostro concittadino Giuseppe Porcelli, dopo svariate conversazioni musicali al LAB con Vituz.
Il progetto si muove tra prog, math rock e scrittura prevalentemente strumentale: due chitarre elettriche, basso, batteria, voci parlate che sussurrano e a volte gridano, pad, synth, distorsioni ed effetti d’ambiente.
La loro musica vive di contrasti: potenza e melodia, impatti e abbracci delicati, riff in drop e code di eco lunghissime. Un suono che non cerca la linea dritta, ma preferisce inciampare, spostare il tempo, saltare un ottavo o un quarto, per poi recuperare tutto qualche battuta dopo.
Il primo EP, in uscita nel 2026, si intitola “Tesi triennale”: un disco della giovinezza, nato durante il periodo universitario, tra crescita personale, errori, ferite, piccoli traguardi e quel momento strano in cui ti ritrovi con un documento tra le mani, ma con la sensazione di non aver ancora capito davvero come si vive.
Dentro c’è la provincia, ma non come limite. C’è la provincia come tensione, come luogo da cui partire per mettere insieme instabilità, amicizia, rumore, fragilità e quella condanna bellissima di essere sempre a un passo dalla perfezione.
Il punto forte è proprio questo: gli Exuma non provano a sembrare levigati. Suonano come quattro cuori di provincia che battono in sette ottavi, cercando un modo personale per raccontare quello che hanno attraversato.
Non è ancora il momento di abbassare il volume.
Ingredienti:
#mistopugliese #staisupport #exuma #tesitriennale #bari #provinciadibari #puglia #mathrock #progrock #postrock #strumentale #undergroundpugliese #nuoveuscite #musicaindipendente
Mise en place: le scoperte di vituz stai
Nuova settimana, nuova entrata.
Una scelta non casuale, perché tra Genova e Taranto esiste una linea invisibile fatta di mare, porti, lavoro, vento, sale, partenze e ritorni. Due città mediterranee, popolari e contraddittorie, dove la bellezza convive spesso con la fatica.
La parola “crêuza” racconta proprio questo: un sentiero stretto, un passaggio tra la terra e il mare, tra le case e l’orizzonte. E Taranto, città sospesa tra due mari, sembra riconoscersi naturalmente in questa immagine.
Palmieri riprende il brano di De André non come semplice omaggio, ma come parte di una ricerca più ampia sul rapporto tra musica, parola, dialetto e identità territoriale.
Il nuovo lavoro arriva dopo “Acciaio”, EP in dialetto tarantino che racconta una città forgiata tra mare, industria e contraddizioni. L’acciaio, nel suo immaginario, è materia che resiste e ferisce: costruisce, ma allo stesso tempo lascia segni nei corpi, negli amori, nelle relazioni e nella memoria collettiva.
Attraverso il dialetto e le sonorità mediterranee, Stefano Palmieri non cerca la nostalgia facile. Cerca una lingua viva, contemporanea, capace di trasformare il territorio in suono, ritmo, carne e racconto.
L’uscita anticipa anche il concerto showcase del 18 giugno al Medimex di Taranto, presso Spazioporto, dove l’artista porterà dal vivo il suo universo sonoro e narrativo.
Il punto forte è proprio questa connessione: Genova e Taranto, De André e il dialetto tarantino, il porto e l’acciaio, la canzone d’autore e una sensibilità mediterranea di oggi.
Una crêuza che parte dal mare e arriva dritta dentro la città.
Ingredienti:
#mistopugliese #staisupport #stefanopalmieri #creuzadema #fabriziodeandre #taranto #puglia #medimex #spazioporto #acciaio #dialettotarantino #cantautorato #mediterraneo #trullettorecords #doppioclicpromotions #nuoveuscite #musicaindipendente
Mise en place : Doppio Clic Promotions
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Nuova settimana, nuova entrata.
su misto pugliese ...
Gatsby, cantautore e rapper pugliese, entra dentro Misto Pugliese e #VenerdiQuantoMiPiaci con “Beckham”, nuovo singolo in uscita il 12 giugno 2026.
Il brano parte da un immaginario popolarissimo: David Beckham, il calcio, il mito, il gol da centrocampo, il Treble, l’icona globale, ma anche l’errore, il fallo su Simeone, l’odio pubblico e il peso di dover essere sempre all’altezza.
Gatsby usa tutto questo non per fare nostalgia calcistica, ma per parlare di ansia adulta, pressione, ambizione e paura di sentirsi “nella media”.
Nel ritornello — “Se io fossi David Beckham / non avrei mai vinto niente” — il campione diventa una misura impossibile. Uno specchio in cui il mito e l’uomo si confondono, lasciando emergere fragilità, confronto e quel senso di inadeguatezza che spesso accompagna la crescita.
Prodotto da Hewson, “Beckham” unisce scrittura diretta, tensione emotiva e riferimenti pop, restando fedele all’identità di Gatsby: un rap elegante, intimo, consapevole, capace di trasformare memoria e disincanto in racconto personale.
Il progetto si allarga anche sul piano visivo: scarpe custom realizzate da Clessio, figurine promozionali ispirate alle card calcistiche, release party al PalaBarTino di Bari e videoclip ufficiale con la regia dei Mascio Bros.
Il punto forte è proprio questo: prendere un’icona mondiale e riportarla a una domanda molto umana.
Quanto pesa confrontarsi con un mito, quando stai solo cercando di capire chi sei?
Popolare, ma non leggero.
Calcistico, ma profondamente emotivo.
Ingredienti:
#mistopugliese #staisupport #gatsby #beckham #bari #puglia #rapitaliano #hiphopitaliano #cantautoratorap #themusicx #hewson #davidbeckham #nuoveuscite #venerdiquantomipiaci #musicaindipendente
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Masnadero è il nuovo progetto di Alessio Del Donno, musicista, cantautore, compositore e regista documentarista con un percorso solido dentro l’underground italiano.
Dopo le esperienze con i 23 And Beyond The Infinite e i Faintin’ Goats, Alessio apre una nuova strada più intima, acustica e visionaria con “Masnada Classica”, album d’esordio pubblicato il 22 maggio 2026 per il collettivo/etichetta pugliese Stand Alone Complex.
Il disco si muove dentro un territorio che potremmo chiamare flamenco-folk con attitudine punk: chitarra classica, malinconia folk, suggestioni desert, arrangiamenti free jazz e un sentimento gitano che attraversa le canzoni senza trasformarle in semplice esercizio di stile.
Dentro si sentono echi di Nick Drake, Elliott Smith e Howe Gelb, ma anche il peso di un percorso personale fatto di psichedelia, noise, improvvisazione e ricerca indipendente. Masnadero prende tutto questo e lo porta in una forma più essenziale, ma non per questo meno intensa.
“Masnada Classica” raccoglie dieci brani in inglese, dieci piccole gemme folk attraversate da una scrittura fragile, ruvida e laterale. La chitarra classica diventa il centro del racconto, mentre synth, flauto, contrabbasso, musette, piano e sax aprono spazi sonori delicati e imprevedibili.
Ad anticipare il disco è stato “The Mist Trial”, accompagnato da un video-collage diretto da El e Alessio Del Donno, con animazioni di El, ispirato al classico della letteratura sufi “Il verbo degli uccelli” e all’artwork di copertina firmato da Enrico Varricchio.
Il punto forte è proprio questa miscela: un cantautorato folk che non cerca il conforto, ma la crepa. Una musica che sembra arrivare da una stanza polverosa, da un deserto interiore, da un viaggio in cui malinconia e rinascita camminano insieme.
Delicato, ma con il coltello in tasca.
Ingredienti:
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Mise en place Stand Alone Comlex, le scoperte di vituz stai